Polisportiva Apollosa 1981




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Cerretese - P.APOLLOSA 
 


Per i dragoni quella di Cerreto avrebbe dovuto essere la partita della rinascita dopo la vittoria dell' ultimo turno contro il Montefalcone. E' stata una sconfitta senza appello, che condanna i dragoni a sputare sangue fino all' ultimo nella lotta per non retrocedere. L' Apollosa è sceso in campo sconfitto nella testa prima che nelle gambe: senza idee, senza voglia e senza grinta. E questo ha fatto sì che il 4-4-2 apollosano fosse un colapasta. Nel primo tempo le uniche cose decenti le ha fatte vedere Gianni Pacillo sulla destra, che provava a fraseggiare sia con Criscuolo che con D' Alessandro. Il centrocampo, orfano di Di Giorgio non è riuscito né a servire l' isolato D' Alessandro, né a proteggere una difesa in stato confusionale. Quest' aria da gol inevitabile ha trovato il suo culmine al 19': lancio dell' ottimo Civitillo, gli apollosani Pirozzi, Izzo, Vetere e Pacillo si guardano in faccia, interviene P. Ricci che insacca con un pallonetto. L' Apollosa potrebbe rientrare negli spogliatoi con un pareggio, ma D' Alessandro s' inceppa davanti al portiere cerretese Parente. Nel secondo tempo la Cerretese dilaga, come la pioggia che cade abbondante sul campo. All' 8' si chiude la partita. Ricci scende sulla sinistra, entra in area e mette al centro, dove Paduano anticipa De Luca e Izzo e insacca. Quindi per due volte Izzo risponde da campione a Civitillo e Paduano, poi è la traversa a salvare l' Apollosa. Il campo è pesante eppure i cerretesi Guarino, P. Ricci e Civitillo sono frecce che si fiondano in area apollosana. L' unico vero tiro dei dragoni in porta di tutta la partita lo fa Gianni Pacillo che sfonda sulla destra, entra in area e conclude alto. Non possono costituire alibi per i rossoblu il campo pesante (che avrebbe dovuto frenare anche i cerretesi, ma così non è stato) e il pessimo arbitraggio di De Angelis, resosi protagonista negativo di una gara ai limiti dell' indecenza. Inizia la settimana più importante per i dragoni che porterà allo scontro diretto in casa con il Castelfranco, senza il gladiatore della difesa Parrella squalificato, ma con un Di Giorgio in più in mezzo al campo. In attesa della partita della vita ogni giocatore apollosano farebbe bene a domandarsi: "Sto onorando la maglia che indosso?" e a darsi una risposta sincera. Perché mentire agli altri si può. Ma mentire a se stessi, proprio no.





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